Struttura tipica di un incarico Pelivandor
Quando parliamo di progetto, non intendiamo un intervento una tantum scollegato dalla vita del sito. Strutturiamo il lavoro in blocchi brevi e riconoscibili, così che tu possa decidere fin dove ha senso spingersi. Di solito partiamo da un ciclo di analisi strutturale, in cui raccogliamo solo i dati necessari a capire come il sito è stato costruito nel tempo. Poi passiamo a un workshop di allineamento con i referenti di business, marketing e IT, per verificare che la mappa tecnica abbia senso anche rispetto alle priorità interne. Da qui nasce una proposta di segmentazione in cluster di valore, con regole differenziate per template e sezioni. Non ci fermiamo alla teoria: traduciamo ogni scelta in impatti concreti su contenuti, sviluppo e governance. In chiusura definiamo insieme un piano di adozione graduale, con pochi indicatori per monitorare l effetto delle decisioni prese, accettando che gli esiti possano variare in base a fattori esterni non controllabili.
Puoi usare queste informazioni per presentare il progetto internamente, spiegando perché l architettura del sito merita un lavoro dedicato e cosa comporta in termini concreti.
Come spiegare Pelivandor ai tuoi colleghi
Dal punto di vista pratico, un incarico con Pelivandor significa mettere in conto alcune sessioni di lavoro congiunte, in cui saranno coinvolti referenti di business, marketing, prodotto e IT. Chiediamo accesso a un set limitato di dati tecnici e di utilizzo, sufficiente per capire come il sito si comporta senza trasformare il progetto in un esercizio puramente analitico. In cambio, consegniamo una mappa di architettura, linee guida per i template chiave e un quadro di priorità strutturali che può essere usato per alimentare roadmap e backlog.
È importante anche chiarire cosa non facciamo. Non promettiamo risultati economici specifici, non gestiamo canali a pagamento, non ci occupiamo di contenuti singoli se non in relazione ai template che li ospitano. Lavoriamo sul livello strutturale, sapendo che i risultati possono variare in base alla qualità dell implementazione, alle decisioni successive dei team interni e ai cambiamenti esterni. Questo approccio può sembrare meno spettacolare, ma è quello che nel tempo riduce il rischio di dover ripartire da zero a ogni nuovo progetto.
Cosa succede durante un progetto
Un progetto di architettura SEO enterprise non si esaurisce in un audit. Lo sappiamo perché, quando eravamo noi clienti, ricevevamo spesso documenti difficili da applicare nel caos di un sito grande. In Pelivandor abbiamo scelto un approccio diverso: lavorare su pochi momenti chiave, in cui il team interno può davvero prendere decisioni strutturali informate.
Di solito alterniamo fasi di analisi dietro le quinte a incontri molto concreti con i tuoi referenti. Usiamo esempi tratti dal tuo sito, non da casi ideali, per mostrare come una scelta di template o di tassonomia cambi il lavoro di redazione, sviluppo e misurazione. L obiettivo non è convincerti con slide, ma costruire insieme regole che il tuo team possa applicare anche quando noi non ci siamo.
Il nostro metodo nasce dalle domande che facciamo prima ancora di aprire gli strumenti di analisi, perché è lì che si vede se l architettura attuale può essere aggiustata o va ripensata alla radice.
Cosa chiediamo prima di iniziare un progetto
Invece di partire subito dai numeri di traffico, chiediamo come nascono le pagine, quali sistemi le alimentano e quali reparti le governano. Vogliamo capire se esistono già regole di pubblicazione, chi decide quando aprire una nuova sezione, come vengono gestite le eccezioni. Questo ci permette di vedere dove la struttura del sito è il riflesso fedele dell organizzazione interna e dove, invece, sono stati creati percorsi paralleli che oggi generano confusione.
Poi entriamo nel merito dei template. Non ci limitiamo a leggere il codice o a guardare la grafica: analizziamo quali campi sono effettivamente utilizzati, come vengono popolati, quali vincoli esistono nel CMS. Spesso scopriamo che le regole SEO teoriche non sono applicabili perché mancano i campi giusti o perché i flussi di lavoro non permettono di rispettarle in modo consistente. Da qui nasce la necessità di ripensare l architettura, più che di aggiungere controlli o checklist.
Come prendiamo decisioni quando il sito è davvero complesso
- Nel nostro lavoro partiamo quasi sempre da una tensione di fondo: il desiderio di migliorare la visibilità organica e la necessità di non bloccare un ecosistema digitale già complesso. Per questo ogni proposta di cambiamento viene valutata su tre assi: impatto potenziale, costo organizzativo e rischio strutturale. Preferiamo suggerire interventi meno appariscenti ma replicabili, piuttosto che rivoluzioni difficili da mantenere. Quando mettiamo in discussione una sezione o un template, lo facciamo sempre mostrando esempi concreti tratti dal tuo sito, così che il dibattito interno non resti astratto.
- Un altro elemento che caratterizza i nostri progetti è la gestione esplicita dei compromessi tra reparti. Sappiamo che marketing, prodotto e IT hanno priorità diverse e che nessuna architettura potrà soddisfarle tutte allo stesso modo. Durante i workshop mettiamo sul tavolo le opzioni possibili, chiarendo cosa si guadagna e cosa si perde con ciascuna scelta. Questo permette alla direzione di decidere con maggiore lucidità, sapendo che i risultati possono variare e che alcune richieste dovranno essere ridimensionate o rimandate.
- Infine, consideriamo sempre la dimensione temporale. Progettiamo con un orizzonte che guarda oltre il 2026, ma spezzando il percorso in tappe che il tuo team può davvero gestire. Questo significa definire quali decisioni vanno prese subito, quali possono aspettare una migrazione futura e quali dipendono da evoluzioni tecnologiche ancora in corso. Invece di promettere cambiamenti immediati, preferiamo costruire una traiettoria credibile, che riduca il rischio di dover ripensare tutto da capo tra pochi mesi.
Informazioni pratiche su Pelivandor e sui progetti
Informazioni pratiche per chi deve decidere se coinvolgerci
Come funzionano davvero i nostri progetti
Se ti aspetti una descrizione generica dei servizi, questa pagina ti sembrerà strana. Qui entriamo nel dettaglio di come, in pratica, impostiamo un progetto di architettura SEO enterprise quando il sito è già grande e pieno di compromessi. Partiamo sempre da una fase di ricostruzione: inventario dei template, analisi delle directory, mappatura dei sistemi che generano le pagine e dei team che le toccano. Non è una lista infinita di controlli, ma un quadro minimo per capire dove la struttura si è rotta. Poi passiamo alla segmentazione: usiamo la nostra mappa valore-scala per dividere il sito in cluster con regole diverse. Alcune aree meritano sperimentazione continua, altre richiedono stabilità e manutenzione sobria. Infine traduciamo queste decisioni in documenti operativi: linee guida per template, criteri di priorità per il backlog, indicazioni per migrazioni e nuovi lanci. Il tutto con un orizzonte che guarda ai prossimi anni, sapendo che algoritmi, prodotti e organizzazione cambieranno e che i risultati possono variare nel tempo.
Cosa facciamo e come lo facciamo
Partiamo dalla struttura
Non partiamo mai da un elenco di ottimizzazioni predefinite. Analizziamo il sito a partire dalla struttura: template, directory, parametri, sistemi che generano le pagine. Questo ci permette di capire dove la complessità è inevitabile e dove invece è frutto di scelte storiche che oggi possono essere riviste senza mettere a rischio il business.
Segmentiamo in cluster
Usiamo la nostra mappa valore-scala per classificare le aree del sito in base a due dimensioni: quante pagine generano e quanto incidono sugli obiettivi aziendali. In questo modo possiamo proporre livelli di cura diversi per sezioni diverse, evitando di promettere la stessa attenzione ovunque quando sappiamo che il tempo del team è limitato.
Definiamo regole applicabili
Per ogni cluster definiamo regole tecniche e contenutistiche minime, oltre a criteri per decidere quando ha senso aprire nuovi template o nuove sezioni. Questo aiuta a ridurre le eccezioni, a rendere più prevedibili le richieste verso l IT e a dare alla redazione indicazioni chiare su cosa è davvero obbligatorio e cosa no.
Accompagniamo l adozione
Non ci limitiamo a consegnare documenti. Dedichiamo una parte del progetto alla messa a terra: revisione con i team interni, adattamento alle roadmap esistenti, definizione di pochi indicatori per monitorare gli effetti nel tempo. In questa fase siamo espliciti sui compromessi, ricordando che i risultati possono variare e che nessuna scelta strutturale è priva di trade off.
Prevediamo revisioni mirate
Sappiamo che i siti enterprise cambiano continuamente. Per questo, quando possibile, progettiamo anche una fase di revisione periodica leggera, in cui verificare se i cluster definiti hanno ancora senso, se alcune aree vanno ripensate o se nuove linee di business richiedono aggiustamenti alla mappa iniziale.